L’artigianato sostenibile è il futuro del made in italy? Il Direttore Artistico di #RecòFestival Alessandro Colombo dialoga con tre eccellenze artigiani che hanno adottato materiali e processi sostenibili.


 

Protagonista del quarto episodio di #RecòLivestream, lo spin-off in digitale di #RecòFestival2020, l’artigianato sostenibile. Il direttore artistico del festival Alessandro Colombo ha dialogato sull’importanza di adoperare materiali e processi sostenibili anche nella produzione artigianale con tre eccellenze del territorio toscano in fatto di circolarità e sostenibilità:

  • Tommaso Melani, CEO di Stefano Bemer Shoemakers: Nata nel 1983 con l’ambizioso obiettivo di realizzare la perfetta scarpa italiana, l’azienda è stata rilevata nel 2012 da Tommaso Melani attraverso l’impresa di famiglia Scuola del Cuoio, fondata dal nonno paterno all’interno della Basilica di Santa Croce e specializzata nella produzione di borse in pelle fatta a mano. Negli anni l’azienda è riuscita ad affermarsi tra i migliori brand di bespoke service mantenendo intatta l’artigianalità, l’attenzione verso l’utilizzo e lo smaltimento delle risorse e la vocazione verso la formazione degli shoemaker del futuro.

“Alcuni avvenimenti hanno caratterizzato particolarmente il modo in cui guardo alle risorse. Mio nonno mi raccontava spesso che da bambino, ai tempi delle scuole serali, faceva il giro dei pellettieri di Firenze per raccogliere scampoli e scarti da rivedere a chi faceva i tacchi. Per me il valore dell’utilizzo efficiente di una risorsa, qualunque essa sia, è fondamentale. Il non buttare, il riutilizzare e il riciclare è diventato un mantra, sia nel mio mestiere che nella vita privata.” 

  • Duccio Mazzanti, CEO di Mazzanti Piume: un’azienda a conduzione familiare che dal 1935 realizza sogni trasformando piume e fiori di seta in preziosi ornamenti per cappelli e abiti. L’artigianato è ancora il fulcro del business di Mazzanti Piume in cui tradizione e innovazione si mescolano armoniosamente utilizzando le stesse tecniche artigianali tramandate con passione per tre generazioni.

“Mazzanti Piume nasce proprio da un progetto di recupero, di riutilizzo dello scarto. Mia nonna Natalina, la fondatrice della nostra ditta, lavorava a bottega da un’altra maestra ed era molto brava a lavorare sia le piume che i fiori di stoffa. Ebbene mia nonna riutilizzava gli scampoli di stoffa che venivano acquistati per realizzare i vestiti per creare oggetti e ornamenti. Già nel 1935 era una delle poche a fare artigianato sostenibile.” 

  • Serena Adolfetti, Co-fondatrice di Made in Freakout: insieme al compagno Daniele, Serena Adolfetti ha dato vita a una realtà che fa dell’artigianato il fulcro della propria attività. Una “bottega” in cui sperimentano tecniche e lavorazioni per cercare soluzioni sempre nuove, dove la perfezione mantiene la particolare imperfezione del fatto a mano.

“Spero che l’uomo, da questo momento storico così singolare che stiamo vivendo, abbia capito che le risorse non sono infinite e che quelle già esistenti sono assolutamente riutilizzabili, con i dovuti accorgimenti. Sia nel design che nell’architettura, la moda e molto altro. C’è bisogno di un profondo lavoro basato sulla qualità, in tutti i settori.”