Il chimico tedesco Michael Braungart è stato invitato al #RecòFestival2020 per esporre la sua teoria ”Dalla culla alla culla”.


“Dalla culla alla culla” è il concetto che sta alla base del modello proposto da Michael Braungart: riciclare non è abbastanza ma bisogna ambire al livello superiore, ovvero conoscere meglio i prodotti al fine di creare l’upcycling, un concetto innovativo che non si limita a un semplice riciclaggio ma punta a un vero e proprio ricondizionamento del prodotto. Il modello “Dalla culla alla culla” infatti si prefigge l’obiettivo di pensare anche alla fase finale di un prodotto fin dalla sua progettazione, di modo da poter realizzare un prodotto che alla fine non diventerà rifiuto, ma nutrimento per piante e animali o per lo stesso terreno o, in alternativa, reinserirsi nei cicli industriali.

Durante il suo intervento il Professore pone l’accento su come tale cambiamento avvenga a piccoli passi, sottolineando come l’approccio dei consumatori sia da considerare un notevole acceleratore affinché le aziende assumano comportamenti auspicati. Difatti, scegliendo cosa comprare, i cittadini stessi influenzano il mercato per cui è fondamentale avere coscienza e conoscenza di cosa scegliere. Nel mercato infatti esistono prodotti da lui stesso denominati “ibridi mostruosi” e di cui condanna la produzione perché realizzati sia con nutrienti biologici sia con nutrienti tecnici e che, a fine vita, non sono stati pensati per essere separati e ritornare rispettivamente nel cosiddetto “metabolismo biologico”.

Una soluzione consiste proprio nel tenere separati i due mondi, in modo da poter reinserire ogni prodotto nel rispettivo processo naturale o tecnico.

Ci regala inoltre un’interessante riflessione su come le mascherine usate per il Covid-19 siano un esempio di prodotto per il quale non è stato pensato un ricondizionamento dal momento che è composto da materiale non riutilizzabile, e che per altro è nocivo alla salute, a dimostrazione del fatto che c’è ancora molto su cui lavorare. I cambiamenti climatici ci impongono di adottare comportamenti che non possono essere limitati solo alla scelta di ciò che è bio, naturale o etichettato come ecologico. Le condizioni attuali del nostro pianeta ci impongono di andare più a fondo, eliminando il concetto di rifiuto fin dall’inizio. In questo senso quindi la scelta dei consumatori è fondamentali per orientare le compagnie ad adottare una progettazione del prodotto perché le diverse soluzioni aziendali adottate finora hanno un riscontro impercettibile per il cambiamento ambientale auspicato.

A oggi quello di cui l’ambiente ha bisogno è che l’umanità inizi a cambiare il proprio modus operandi di modo da lasciare un’impronta che per troppi anni è stata negativa.

Articolo scritto da Francesca Sanfilippo (CNR).